Tradizionalmente attribuito a Francesco Filelfo, il commento alla Rhetorica ad Herennium trasmesso dal ms. Varia 75 della Biblioteca Reale di Torino (nel quale, stando al colophon posto in chiusura del manoscritto, fu trascritto da Ludovico Maria Sforza) è in realtà opera di Giovan Francesco Picenardi, che mise insieme vari brani del commento di Guarino Veronese alla Rhetorica ad Herennium. Nel presente articolo si cerca, più precisamente, di individuare quale, fra le molteplici versioni del commento di Guarino, rappresentò il modello per Picenardi.

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